Centro
Storico

 

Cocconato, incantevole borgo situato sulle colline astigiane, vanta un ricco patrimonio architettonico che testimonia secoli di storia e cultura. Grazie alla sua posizione privilegiata, è soprannominato “riviera del Monferrato” per il suo microclima mite tutto l’anno. Il paese conserva numerosi edifici di pregio, tra palazzi storici, chiese e monumenti di grande valore artistico e religioso. Diffusa è la pratica della raccolta dei pregiati tartufi bianchi.

Il Palazzo
comunale

 

costruito nel XV secolo probabilmente come propaggine meridionale del castello dei conti Radicati, rappresenta uno dei rari esempi in Piemonte di edifici civili in stile gotico e risente dell’influenza dei broletti lombardi.

L’edificio ha forma irregolare, è basato su portici ad arco a sesto acuto che seguono l’andamento della via sottostante e sotto i quali si trovano piccole botteghe artigianali e l’ingresso del grande salone comunale, costruito nel 1884.

La facciata d’ingresso presenta finestroni quattrocenteschi ad arco con formelle in cotto decorato in stile gotico flamboyant. Il palazzo è composto da tre piani ed un cortile detto del Collegiocosì chiamato per via dell’antica sede della scuola per l’insegnamento della grammatica, della retorica e dell’umanità, fondata nel 1754.

Al fondo del cortile sono ubicate le antiche carceri mandamentali, significativo esempio di edificio di servizio ottocentesco. All’interno del cortile si trova l’ingresso del Municipio, attorniato dalle lapidi commemorative dei caduti cocconatesi nelle guerre d’indipendenza italiane del XIX secolo.

La Torre
domina il panorama

 

originariamente parte del castello dei Conti Radicati, fu eretta nel X secolo sulla sommità della collina. Parzialmente distrutta nei conflitti tra Guelfi e Ghibellini, venne ricostruita nel Quattrocento ma, nel 1556, il castello fu definitivamente demolito dai francesi, lasciando intatta solo la torre.

Nel 1800 il terreno fu venduto a Pietro Sarboraria, che vi installò una stazione del telegrafo ottico Chappe, attiva dal 1809 al 1814. Successivamente, nel 1836, la torre fu demolita per costruire un mulino a vento, smantellato nel 1851 per difetti tecnici.

L’edificio fu poi trasformato in residenza, diventando Villa Giuseppina (oggi Villa Pia), con l’aggiunta di un terrazzo e ambienti abitativi. Dalla torre si gode di una vista panoramica straordinaria, che nelle giornate limpide spazia fino alle Alpi, all’Appennino Ligure e persino a Milano.

La Chiesa
parrocchiale

 

fu costruita tra il 1670 e il 1689 per sostituire la decadente chiesa di Santa Maria de Lussello, dopo il trasferimento dell’abitato nella parte alta della collina. Il campanile venne sopraelevato nel 1770 e, a seguito della crescita demografica, la chiesa fu ampliata nel 1859-60 e affrescata nel 1867. Restaurata alla fine degli anni ’90, fu riconsacrata il 1° gennaio 2000.

L’edificio, maestoso e a navata unica con volte a botte, ospita otto cappelle laterali e conserva importanti opere d’arte. Tra queste, la pala absidale di Vitaliano Grassi (1731), che raffigura la Madonna della Consolazione con i santi Fausto e Felice, e l’altar maggiore in marmi policromi (1724), contenente le reliquie dei santi patroni. L’organo, costruito dai fratelli Lingiardi di Pavia nel 1860, presenta una cassa lignea del 1760 scolpita da Francesco Maria Bonzanigo di Asti.

La chiesa si distingue per la sua facciata in mattoni a vista, decorata con lesene e un timpano, e per il suo ricco patrimonio artistico e religioso.

Altri edifici
di culto

 

di rilievo includono la Chiesa della Santissima Trinità, situata all’inizio di via Roma e caratterizzata da un porticato coperto, e la Chiesa di Santa Caterina da Siena, che arricchisce il patrimonio sacro del paese.

Anche le frazioni di Cocconato custodiscono importanti luoghi di culto, tra cui la Chiesa di San Bartolomeo in Cocconito, la Chiesa di San Defendente in Vastapaglia e la suggestiva Pieve della Madonna della Neve, detta “La Pieve”. Particolarmente venerato è il Santuario della Madonna delle Grazie, noto come “La Madonnina”, meta di pellegrinaggi e simbolo di devozione popolare. Tra gli altri edifici religiosi si annoverano la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo in Tuffo, la Cappella di San Grato, la Chiesa di San Martino in Bonvino e la Cappella di San Carlo Borromeo.

La tettoia comunale
di Piazza Giordano

 

Le origini del mercato di Cocconato risalgono al Medioevo, ma fu solo ad inizio Ottocento, grazie all’avvocato Melchiorre Giordano, sindaco di Cocconato, a cui fu intitolata la piazza nel 1891, che il mercato venne regolamentato e ingrandito, attraendo gli abitanti dei paesi vicini. Nel 1882, per ospitare il notevole numero di capi di bestiame presente durante le giornate di mercato, su un terreno della famiglia Giordano fu edificata la tettoia comunale.

La struttura è a forma rettangolare ed ha una lunghezza complessiva di 47 metri in mattoni a vista a nove arcate a sesto ribassato sorrette da pilastri quadrati. Cessata la sua funzione di foro boario nella seconda metà del Novecento, dopo vari interventi di restauro, oggi la tettoia è uno dei più notevoli esempi rimasti in Monferrato di tettoie civiche ed è utilizzata come luogo del mercato ortofrutticolo e di manifestazioni folkloristiche e sportive cocconatesi.

L’antica
farmacia

 

La storica farmacia di Cocconato ha origini nel 1642, quando Giovanni Matteo Sacco ottenne le patenti di speziale. L’attività si trasmise attraverso generazioni fino a Innocenzo Marchisio, che la cedette nel 1841 ad Andrea Fasolis, diplomato in farmacia a Torino. A lui si deve l’affrescatura della volta. La farmacia passò poi al figlio Giacomo, quindi al nipote Giulio, che la gestì fino al 1957.

Successivamente acquistata dal dottor Michelangelo Montanaro, la farmacia venne restaurata, preservando gli affreschi originali. Oggi l’ex farmacia di via Roma ha mantenuto il mobilio settecentesco e l’insegna d’inizio Novecento ed è destinata ad attività commerciali.

La volta conserva un affresco dell’arcangelo Gabriele, attribuito a Carlo Antonio Martini di Robella, già autore degli affreschi in diverse chiese locali. L’arcangelo, avvolto in un drappo rosso, tiene un’ampolla e una bilancia, simboli della professione farmaceutica.

Il palazzo
Gromo

Il convento dei frati agostiniani fu costruito nel Quattrocento con i materiali del castello distrutto. Comprendeva un chiostro centrale e una chiesa a tre navate con campanile, dedicata a Sant’Agostino. Sebbene la comunità fosse ridotta, i frati ebbero un’importante influenza grazie alle opere spirituali e sociali, riuscendo persino a salvare Cocconato dal saccheggio francese nel 1708.

Arricchito da donazioni, il convento possedeva tre cascine con terreni, ma fu soppresso nel 1798 per ordine di papa Pio VI a seguito della rivoluzione francese. I frati lasciarono il convento solo nel 1802.

Nel 1806 l’edificio fu venduto alla famiglia Gromo, che lo trasformò in abitazione. Dopo una breve parentesi come convento delle Suore di Sant’Anna (1944-1978), è passato a diverse proprietà ed è stato recentemente ristrutturato.

Contatti
Ufficio turistico

 

Piazza Camillo Benso Conte di Cavour, 22
14023 Cocconato (AT)